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4月8日 Evviva la politica...
3月26日 La verità di Gino Stradada www.peacereporter.net
12月31日 opinioniil mondo è andato in iraq per costruire la democrazia. noi, in italia, c'abbiamo creduto. abbiamo lottato per questo. berlusconi al parlamento nel 2004: "Abbiamo agito ogni giorno nella convinzione, a cui restiamo fedeli, che il principio dell'autogoverno sancito nella Carta dell'Onu si fonda sull'effettiva possibilità che ogni popolo sia libero di scegliere il proprio governo, attraverso il metodo della democrazia. La coalizione internazionale che ha abbattuto il regime dispotico e sanguinario di Saddam Hussein ha agito per rendere praticabile quel principio. Il regime di Saddam Hussein si fondava proprio sulla negazione dei diritti e delle libertà del popolo iracheno. Aveva scatenato due guerre offensive nell'arco di dieci anni e altre poteva intraprenderne". http://www.forza-italia.it/speciali/iraq_berlusconi.htm eppure io da qualche parte avevo sentito parlare del diritto alla vità. boh. e insomma, in iraq, con le prime elezioni libere da più di mezzo secolo si era sentita davvero la forza della democrazia. (http://www.repubblica.it/2005/a/sezi.../votoreaz.html) trovo molto interessante: (su http://www.tlaxcala.es/pp.asp?reference=1532&lg=it) Il Presidente iracheno Saddam Hussein è stato ormai condannato a morte. Non ci interessa difenderlo ma è bene ripassare alcune caratteristiche din un processo tenuto in un paese occupato in nome della democrazia e della difesa dei diritti umani. In primo luogo, sebbene sia stato detto che fu una coalizione internazionale quella che interveniva in Iraq, non è stata la Corte Internazionale di Giustizia che lo ha giudicato. Forse perché, come ha detto la scrittrice iraniana Mazamín Amirian, in quel caso non avrebbero potuto condannarlo a morte e dunque assicurarsi il suo silenzio. In questo processo, svoltosi in un paese sotto occupazione militare, senza infrastrutture né indipendenza della magistratura, furono assassinati diversi suoi avvocati, altri rinunciarono alla difesa di fronte alle minacce ed uno dei giudici fu rimosso dall'incarico su richiesta del governo. Gli interventi di Saddam Hussein durante le sedute non furono dffusi dai media, né registrati e deposti agli atti. Ai giornalisti era vietato l'accesso alla sala, né risulta vi sia un verbale del processo. La difesa non ha potuto citare testimoni di nazionalità non irachena, per cui, come ben ricorda Amirian, non si è potuto sapere chi gli forniva dall'occidente l'antrace e le tossine botuliniche con cui fabbricare le sue armi biologiche. Compresi i vertici delle imprese francesi e statunitensi che, mentre agiva da amico dell'occidente nella guerra contro l'Iran, lo rifornivano di armi chimiche. Con l'obiettivo di aizzare la guerra settaria tra Sunniti da un lato, e Sciiti e Curdi dall'altro, il crimine sotto giudizio è l'aver firmato la condanna a morte di 143 Sciiti nel 1982. Di sicuro, meno condanne di quelle firmate da George Bush mentre era governatore del Texas. Nulla viene detto dei quattromila comunisti iracheni assassinati nel 1963, quello fu un servizio della CIA ed è perdonato. Se la responsabilità dela morte di queste 143 persone merita la forca, sarebbe bene riflettere su che condanna si meriterebbero i responsabili dei 654.965 morti che la guerra di "liberazione" in Iraq ha provocato in questo paese, secondo le cifre della rivista britannica The Lancet. ma insomma. quale paese si è battuto più di tutti sventolando la bandiera della democrazia da piantare in iraq? gli stati uniti d'america. gli stati uniti sono una democrazia? dicono che sia la prima democrazia moderna del mondo. e allora ha vinto la democrazia moderna. eh, in alcuni degli stati uniti c'è anche la pena di morte. e allora avrà vinto la democrazia. noi siamo civili. e giusti.Uccidere un assassino è un assassinio? La punizione per un delitto può essere applicata con lo stesso delitto? Lo stupro con lo stupro, il furto con il furto, la morte con la morte? Condannare l’omicidio e poi applicarlo per legge è un incantesimo. Una contraddizione della mente umana. E’ vendetta, non legge. Saddam è stato impiccato. Condannato dagli iracheni. Ma non ci crede nessuno. Le mani del boia erano irachene, ma il cappio era di Bush. Saddam andava condannato all’ergastolo. Doveva invecchiare in carcere. Perdere la sua spocchia. Con l’esecuzione gli è stata regalata una dignità che non aveva. Una grandezza made in Texas. In morte di Saddam, ora martire, bisognerebbe ricordarsi della guerra con l’Iran finanziata dagli Usa. Del buon Saddam alleato dell’Occidente contro Khomeini. Del Saddam laico e filo occidentale. Poi si è messo in proprio e questo è stato un affronto intollerabile per la democrazia americana. Quella dei due milioni di carcerati e dei bracci della morte. E del controllo del Golfo Persico. Se Saddam era un criminale, allora lo sono alcuni capi di Stato che siedono all’Onu. Perchè Saddam sì e loro no? Il petrolio. Il mondo intero ha dichiarato la prima guerra all’Iraq a causa dell’invasione del Kuwait e dei suoi pozzi di petrolio. Nel Darfur sono morte centinaia di migliaia di persone. Nessuno ha mosso un dito. In Cecenia non sono rimasti in piedi neppure i palazzi. Nessuno ha mosso un dito. L’ipocrisia della condanna a morte giusta, occidentale e petrolifera. Saddam è stato un criminale? Ha sterminato i curdi con il gas? Ucciso i suoi oppositori? Sì, certo. Ma quando sarà finita la guerra in Iraq si potrà fare una contabilità dei morti. E saranno molti, molti di più di quelli attribuiti al regime di Saddam. Qualcuno sarà appeso a una corda per i quarantamortialgiornochenonfannopiùnotizia? Sarà condannato a pagare una multa, un’ammenda, dovrà chiedere scusa? Saddam ha pagato, con dignità, il suo conto. Hiroshima, i Gulag e il Tibet non li pagherà mai nessuno. 12月30日 barzellette...non che ci sia poi tanto da ridere...[...]
Tuttavia gran parte dei proventi petrolifieri andarono negli apparati di sicurezza iracheni (responsabili di reprimere ogni opposizione interna) e nell'esercito. Husayn desiderava ottenere la leadership dell'area vicino-orientale, il che lo pose in conflitto con l'Iran dove nel 1979 era salito al potere l'Āyatollāh Khomeyni (1900 - 1989), cacciando dal trono lo scià Mohammad Reza Pahlavi (1919 - 1980).
Entrambi gli Stati ambivano a un ruolo egemonico nell'area del Golfo Persico e del Vicino Oriente. Prendendo a pretesto la questione delle frontiere fra i due Paesi (specie la discussa linea di confine che correva nello Shatt al-ˁArab, fino ad allora regolamentata dall'accordo bilaterale di Algeri) l'Iraq attaccò l'Iran nel 1980 in quella che fu allora definita la "Guerra del Golfo" (oggi più nota come guerra Iran-Iraq), durata dal 1980 al 1988, anche se solo nel 1990 le operazioni belliche cessarono del tutto.
L'Iraq fu appoggiato sia dagli Stati Uniti - perché Khomeyni era loro notoriamente avverso - sia, ma solo parzialmente, dall'URSS che preferiva un governo laico a uno di matrice islamica. Le truppe irachene nel periodo 1980 - 1986 avanzarono celermente nel territorio iraniano grazie agli aiuti militari ricevuti e a una discreta assistenza degli USA che permisero all'Iraq di usufruire delle fotografie del teatro bellico prese dai loro satelliti militari, ma dal 1986 l'Iran riuscì a organizzare un'accanita resistenza richiamando gli Iraniani ai loro più profondi sentimenti patriottici contro quello che ritenevano un aggressore. Gli iracheni nel 1988 furono ricacciati quasi interamente dal territorio iraniano anche se il restante territorio occupato fu sgomberato solo dopo la fine del conflitto, a seguito di appositi accordi bilaterali.
Saddām Husayn accettò una tregua e la pace fu stipulata nel 1990, anno in cui entrambi i paesi erano ormai stremati per la lunghissima guerra.
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Nel novembre del 2000 Saddām iniziò a richiedere che il petrolio iracheno fosse pagato in euro anziché in dollari, forse perché gran parte delle importazioni irachene avvenivano dai paesi europei, ma più probabilmente per tentare di indebolire la moneta statunitense: infatti secondo alcuni la domanda di dollari sarebbe dovuta soprattutto alla compravendita del greggio in quella valuta, il che sosterrebbe il suo cambio, proteggendolo dalla svalutazione; secondo costoro l'invasione statunitense del 2003 può essere interpretata anche come uno scontro fra petro-dollaro e petro-euro.
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Accusato di non aver adempiuto agli obblighi imposti dalla comunità internazionale e di possedere ancora armi nucleari, chimiche e biologiche, mai trovate però dagli ispettori dell'ONU, l'Iraq venne nuovamente attaccato. Il 19 marzo 2003, 300.000 soldati statunitensi e britannici invasero da sud l'Iraq dando il via all'operazione Iraqi Freedom con l'obiettivo di disarmare e distruggere il regime di Saddām, accusato di collusione con il terrorismo internazionale.
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Sottoposto a processo da un tribunale iracheno assieme ad altri sette imputati, fra cui il fratellastro, tutti gerarchi del suo regime, per crimini contro l'umanità, in relazione alla strage di Dujayl del 1982 (148 sciiti uccisi), il 5 novembre 2006 è stato condannato a morte per impiccagione (Husayn aveva richiesto la fucilazione) e il 26 dicembre 2006 la condanna è stata confermata dalla Corte d'appello. Con lui è stato condannato a morte per impiccagione anche Awwad al-Bandar, presidente del tribunale rivoluzionario, mentre Taha Yasin Ramadan, vice presidente, è stato condannato all'ergastolo. La condanna è avvenuta alle 6 del mattino (ora irachena)del 30 dicembre 2006.
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L'Amministrazione degli Stati Uniti ha espresso la sua completa soddisfazione (Una pietra miliare sulla strada della democrazia, G.W. Bush)
06.00 - Il presidente George W. Bush ha definito l'impiccagione di Saddam Hussein "l'atto di giustizia che lo stesso Saddam aveva negato alle vittime del suo brutale regime". Per Bush, che ha definito "equo"' il processo ricevuto da Saddam, l'impiccagione dell'ex presidente iracheno è stata "una tappa importante" nella strada dell'Iraq verso la democrazia.
l'uomo + potente del mondo dice che la pena di morte è la strada verso la democrazia. sarà che Saddam non era l'unico pazzo??? 8月29日 Finita???
L'odore della guerraDa 'PeaceReporter.net" del 31 Maggio 2006:
L’odore terribile della cancrena di ferite aperte mischiato a quello delle feci, lasciati a marcire in una specie di cunicolo senza luce, ammassati l’uno sull’altro, le facce grigie, gli occhi spalancati che spuntano dal buio e dalle barbe incolte. Difficile riconoscere in loro tratti umani e forse umani non sono. Sono i nemici, i talebani, che importa se hanno vent'anni o sedici, e se moriranno marcendo nella loro stessa merda. Questo è lo spettacolo che si presentò al team di Emergency nel carcere di Shebergan quando riuscì ad ottenere dall’Alleanza del Nord il permesso di accedervi. Emergency, oltre a curare i feriti civili della guerra (il 90% delle vittime sono civili) ha avviato dal 2001 un programma di assistenza nelle prigioni afgane di Shebergan, Duab, Kabul, Lashkargah. Oltre a visite periodiche per fornire assistenza sanitaria ai prigionieri, sono stati realizzati interventi di ristrutturazione dei servizi igienici e allestite cliniche e ambulatori. I prigionieri bisognosi di cure medico-chirurgiche vengono trasferiti nei centri chirurgici di Emergency più vicini. Su Repubblica di oggi, mercoledì 31 maggio, Guido Rampoldi scrive che “nell’ambiguità del Bene l’ospedale di Emergency occupa un posto particolare, trattandosi d'un ospedale per “feriti di guerra”, dunque anche per militari Taliban... aprire un centro sanitario che rimette in sesto i combattenti d'un regime spaventoso, così da rimandarli al fronte, a noi non pare un grande affare per la pace e per l’umanità. Saremo cinici ma ci sembrano più umanitarie le bombe e le pallottole…”. Si potrebbe pensare che non vale la pena di soffermarsi su affermazioni così aberranti. Che cosa suggerisce Rampoldi, di non fare prigionieri? O nel caso di finirli con un colpo alla nuca? Ma questi deliri non sono le sparate di un naziskin di periferia con gli amici al bar, sono scritti nero su bianco su uno dei più grandi e autorevoli quotidiani nazionali, sono “opinioni” e fanno “opinione”. Sono il segnale allarmante di quanto lo spirito della guerra è penetrato nelle nostre “civili” coscienze e di quanto le sta imbarbarendo. I valori minimi di umanità che imporrebbero almeno la pietà per i prigionieri sono stati di fatto bruciati con le torture di Abu Grahib e degli altri carceri segreti sparsi per il mondo, sono finiti nelle gabbie di Guantanamo o negli sgozzamenti in presa diretta perpetrati dai cosiddetti resistenti, ed ora con parole come quelle di Rampoldi se ne elogia e se ne auspica il ripudio completo, si denuncia come un crimine il curare un ferito e come un tradimento la pietà umana. Uscire subito da questa terrificante logica di violenza è sempre più urgente. Non solo per salvare le vite dei nostri soldati in Iraq e in Afghanistan e quelle delle persone che da loro potrebbero essere uccise e ferite, ma anche per salvare la nostra stessa civiltà, o ciò che ne resta, dalla prospettiva di danzare sui cadaveri dei nemici uccisi o appendersene gli scalpi alla cintura. (Vauro Senesi) www.beppegrillo.itda www.beppegrillo.it 28 Agosto 2006Imagine a Middle East...
Riporto un appello di padre Alex Zanotelli e della Rete lilliput sulla missione in Libano. Appello che io sottoscrivo e che pone molte domande a cui spero il Governo voglia rispondere. 7月29日 diario dal libanoScusatemi ma oggi
ho solo voglia di piangere di LINA KHOURY
Non riesco a trattenere le lacrime. Non riesco a smettere di piangere. Sono paralizzata, impotente, sperduta: solo questo mi sento di raccontare oggi. Questa mattina avevo deciso di partire per Beirut e stavo preparando la macchina, quando un missile è esploso a pochissima distanza dalla mia casa, nel villaggio dei miei genitori, qui al nord del paese. Il missile ha distrutto il ripetitore della televisione e dei telefoni cellulari e danneggiato la strada principale, che è a soli cinque minuti di auto da qui e che è quella che avrei dovuto percorrere per andare a Beirut: tutti sono fuggiti, si sono sentite urla e pianti, per fortuna nessuno è rimasto ferito. Quel missile ha distrutto quel piccolo senso di sicurezza che ci eravamo costruiti noi che siamo fuggiti nei villaggi del nord. Dopo l´esplosione, l´elettricità va e viene, la televisione non funziona più, e neanche i cellulari: sono gli amici da Beirut a chiamarci per dirci se dobbiamo di nuovo avere paura, se gli aerei israeliani stanno ancora facendo rotta verso il nord. Da loro la televisione funziona ancora, noi siamo tagliati fuori dal mondo. Non sappiamo quando torneranno a colpirci, non sappiamo perché: Hezbollah è nel sud del Libano, noi siamo a nord. Che c´entriamo noi in questa guerra? Perché ci stanno facendo questo? L´angoscia sale, le lacrime scorrono: quando ero bambina, durante la guerra civile, non era così. Anche quando avevo paura erano i miei genitori a decidere per me, io dovevo solo obbedire. Ora io sono un´adulta responsabile e devo pensare anche a proteggere loro. Andare via? Dove? Per quale strada? Chi mi dice che la mia auto non sarà presa di mira da un missile? I giornali dicono che in tutto il mondo la gente protesta contro la guerra e che mercoledì a Roma ci sarà una grande conferenza internazionale per parlare della nostra situazione. Mercoledì! Quanto ci vuole a decidere che è il momento di cessare il fuoco e far passare gli aiuti? Cosa stanno aspettando i governi di tutto il mondo? Lo sanno quanto è lontano mercoledì per la gente del Libano? Drammaturga libanese (23 luglio 2006) 7月21日 giochiamo 1pò alla guerra 4
7月20日 giochiamo 1pò alla guerra317 lug 16:50 Medioriente: missile israeliano centra bus, 12 civili morti
SIDONE (Libano) - 12 civili libanesi sono morti in un attacco dell'aviazione israeliana. E' accaduto a Rumailah, localita' alle porte della citta' di Sidone, nel sud del paese. Il missile ha colpito in pieno un piccolo autobus mentre attraversava un cavalcavia. Tra le vittime ci sarebbero due donne e tre bambini. Lo ha reso noto l'agenzia France Press. (Agr)
L’AZIONE DEL GOVERNO DI ISRAELE E’ TERRORISMO L’Italia abbia la stessa “Equi-Distanza” con chi pratica il terrorismo Nel Governo di Israele come in quello Palestinese, accanto chi vuole soluzioni politiche, ci sono forze che teorizzano e praticano il terrorismo.
Terrorista è chi si propone di attaccare le scuole uccidendo bambini ma terrorista è anche chi bombarda bambini sulle spiagge; terrorista è chi mette bombe sugli autobus ma terrorista è anche chi manda missili sulle case; terrorista è chi uccide un ministro ma terrorista è anche chi sequestra e tortura i membri del parlamento e del governo avversario; terrorista è chi minaccia l’esistenza di uno stato ma terrorista è anche chi affama e asseta un intero popolo distruggendo ospedali e centrali elettriche.
Se l’Italia ha deciso di isolare internazionalmente il Governo di Hamas per le sue posizioni politiche e le sue pratiche di lotta ora l’Italia deve fare la stessa cosa con il di governo di Israele. Come ha detto Prodi dobbiamo essere equi-vicini con i due popoli e per la nascita dello Stato di Palestina accanto a quello di Israele. Per farlo però dobbiamo essere al contempo distanti nello stesso modo da chi alimenta l'odio e pratica il terrorore.
Di fronte ad un crimine contro l’umanità stare fermi significa essere complici
7月19日 giochiamo 1pò alla guerra2da www.beppegrillo.itErode 2006![]() Caro Grillo, sono Nicola Migliorino professore all' Università di Exeter, invio alcune foto spedite da Hanady Salman, un giornalista di As-Safir (quotidiano di Beirut), con questo messaggio: "Cari amici e colleghi,
dovete scusarmi per le foto che vi invio. Sono immagini di bambini uccisi da Israele nel Libano del sud. Sono completamente bruciati. Ho bisogno del vostro aiuto. Sono abbastanza certo che queste foto non saranno pubblicate in Occidente, sebbene siano Associated Press pictures. ![]() Ho bisogno del vostro aiuto per pubblicarle se potete. A queste persone era stato chiesto di lasciare il loro villaggio, Ter Hafra, la mattina, entro due ore circa, altrimenti... Quelli che hanno potuto si sono recati alla base ONU più vicina che gli ha chiesto di andarsene. Io penso che dopo i massacri di Qana del 1996 quando i civili furono bombardati nel suo quartier generale, l'Onu non voglia essere responsabile per le loro vite. ![]() Pochi minuti fa, Israele ha chiesto agli abitanti del villaggio di Al Bustan di evacuare le loro case. Ho paura che i massacri continueranno sino a quando le azioni di Israele non saranno sotto controllo. Per favore, aiutateci se potete". Hanady Salman c'è chi dice che Israele s dve pur difendere in qualche modo. forse se nelle foto sopra c fosse il figlio di QualcunoCheConta non lo si direbbe +. 7月15日 giochiamo 1 pò alla guerra BEIRUT (Reuters) - Gli attacchi dell'aviazione israeliana hanno ucciso oggi almeno 27 civili, con bombardamenti sul Libano per il quarto giorno consecutivo, dopo che il capo degli Hezbollah ha dichiarato guerra aperta allo stato ebraico in seguito al bombardamento ieri della roccaforte del gruppo a Beirut.
Un missile israeliano ha colpito un pullmino vicino al porto meridionale di Tiro uccidendo 15 passeggeri e ferendone sei, ha detto la polizia . Il mezzo trasportava delle famiglie evacuate dal villaggio di Marwaheen dopo che Israele aveva invitato i civili a lasciare le loro abitazioni. Gli aerei israeliani hanno anche bombardato un ufficio degli Hezbollah nel distretto sud di Beirut di Haret Hreik, attaccando strade, ponti e stazioni di servizio nel nord, nell'est e nel sud del Libano. Il bilancio complessivo è stato di 12 morti e 32 feriti, hanno detto fonti della sicurezza. Durante una drammatica telefonata alla televisione degli Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah ha annunciato ieri che il gruppo di guerriglieri aveva colpito una nave da guerra israeliana al largo di Beirut e ha minacciato di lanciare attacchi all'interno dello Stato ebraico. Israele ha detto di aver recuperato il corpo di uno dei quattro marinai dispersi dopo l'attacco, parte della più sanguinosa ondata di violenza in Libano da un decennio, cominciata mercoledì scorso con un'incursione nella quale i guerriglieri Hezbollah hanno catturato due soldati israeliani e ne hanno uccisi otto. La campagna israeliana ha ucciso finora 93 persone, tutti civili a parte due, e paralizzato l'economia libanese. Lo scopo di Gerusalemme è non solo di costringere gli Hezbollah a liberare i soldati rapiti, ma di bloccare i lanci di razzi verso il nord di Israele, dove quattro civili sono stati uccisi questa settimana. L'offensiva israeliana si è attirata le critiche della maggior parte della comunità internazionale, ma la Casa Bianca ha detto che il presidente Usa George W. Bush non forzerà Israele a interrompere le sue operazioni militari. La violenza in Libano coincide con l'attacco israeliano alla Striscia di Gaza lanciato il mese scorso per cercare di recuperare un altro suo soldato catturato dai militanti palestinesi e porre fine al lancio di razzi da parte dei militanti. Nell'ambito di questa offensiva a Gaza, l'aviazione israeliana ha attaccato il Ministero dell'Economia di Hamas e una abitazione. Un militante di Hamas è stato uccisa nell'attacco alla casa e altre otto persone sono rimaste ferite, fra le quali un neonato e un bambino. Israele ha detto che la casa è stata colpita perché ritenuta il luogo in cui si preparavano e venivano immagazzinate armi, fra cui razzi. mamma che rabbia... |
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